Nell’indagine grafologica c’è tutto un processo in cui unico attore è lo scrivente. Il grafologo non fa altro che ‘leggere’ l’autointerpretazione che il soggetto realizza e fissa sulla carta, come in un filmato, con il movimento scrittorio.

…gesto grafico sta ad indicare non ogni atto scrittorio, ma quello che viene realizzato in maniera automatica quanto ai movimenti: nel gesto grafico di cosciente c’è solo il pensiero che si vuole comunicare… si pensa non solo con il cervello, ma contemporaneamente anche con la periferia sensitiva, con la periferia sensoriale…

Lo scritto è pensiero prodotto e filmato dal cervello stesso il quale fa tutt’uno con la mano scrivente.
(Nazareno Palaferri)

Grafologia forense

analisi forenseL’osservazione grafologica si rivolge alla globalità del movimento inconscio personale, cogliendo l’individuo nella sua dinamicità. La scrittura è uno dei mezzi con i quali la società cresce e pone le basi per il suo progresso economico e relazionale. Perché meravigliarsi se uno strumento così ricco di possibilità viene adoperato con scopi antisociali?

La falsificazione grafica investe praticamente tutti i campi in cui la scrittura è elemento espressivo di rapporti e mezzo di convalida degli stessi: testamenti, atti pubblici, scritture private, assegni, cambiali…

Anche quando il gesto grafico si fa studiato e attento, sia per imitare che per alterare, emergono indici grafologici imputabili ai dinamismi primari e comunque difficilmente controllabili…
(Fermino Giacometti)

Grafologia relazionale

Se c’è un campo in cui la singolarità individuabile si manifesta in tutta la sua forza per indirizzare il cammino vitale, questo è il campo dell’attrazione, che unisce insieme le persone.

Somiglianza e integrazione rappresentano le costanti su cui può esser valutata la compatibilità.
(Fermino Giacometti)

Didattica della scrittura

disegno infantileLa scrittura va insegnata, passo per passo, movimento per movimento: non è un’abilità che fiorisce spontaneamente.

Insegnare viene dal latino, da in e signare, da signum (segno, marchio) e significa imprimere, incavare nella mente.

Educare da ex e ducere: portar fuori, allevare, istruire.
La pratica della scrittura favorisce la crescita.

Prevenire da prae e venire: giungere prima, preparare i rimedi bambino per bambino. I bambini vanno seguiti nell’apprendimento della scrittura.

Secondo Julian de Ajuriaguerra ogni piccolo o grande scrivente ha un proprio stile personale, anche nella difficoltà a scrivere.

Robert Olivaux, altro pionere del campo, afferma che una bella scrittura dona fiducia in sé, permettendo una strutturazione dell’intera persona.

Mi presento

Carla Di CarloSono nata nel 1966, infanzia a Monte Cerignone, Montefeltro. Ho frequentato il Liceo classico a Urbino, poi Lettere moderne – sezione filologica a Bologna. Quindi la Scuola speciale per Archivisti e Bibliotecari alla Sapienza di Roma. Due tesi, la prima in Storia del libro, la seconda in Storia delle biblioteche.

Poi la grafologia: i corsi all’Istituto Grafologico Moretti di Urbino di Grafologia generale, famigliare e delle relazioni, peritale-giudiziaria. Quindi la Scuola di Educazione e Rieducazione della Scrittura dell’Angris, conclusa con la tesi sulle diverse tipologie di disgrafie a confronto con tipologie grafologiche e non. Infine, due master (I e II livello) in Criminologia e Psichiatria forense.

Ho lavorato tanto in editoria (da venticinque anni curo le Edizioni e l’Archivio storico del Rossini Opera Festival di Pesaro), ho insegnato un po’, ho studiato e scritto qualcosa su quello che mi è piaciuto.

Curriculum vitae